venerdì 25 giugno 2010

11 controproposte alla Finanziaria Berlusconi

169 miliardi di €, tra maggiori entrate e riduzioni di spesa risorse per governare la crisi e costruire più benessere per gli italiani

1) Dai Videopoker, 45 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
Sono 98 miliardi di € , la quota statale degli incassi delle macchinette per il gioco d'azzardo (videopoker, ecc.) che non sono mai stati recuperati. L'alleanza tra malavita e politica, che ha funzionato nella assegnazione delle concessioni è tuttora attiva nel “ritardare” l'incasso. Un minimo di volontà politica (dai partiti italiani non pretendiamo certo tutta quella dedicata ad esaudire le richieste di Israele) potrebbe tranquillamente ottenerne metà per il 2011 e cospicue quote per gli anni seguenti.

2) Dalla vendita delle proprietà sequestrate alla criminalità organizzata, 50 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
La mafia italiana, controlla attività economiche per un ammontare stimato in 170/180 miliardi di €; poi ci sono la Camorra, la 'Ndranghta e la Sacra Corona Unita (nel calcolo vanno aggiunte le signficative attività economiche svolte in Italia dalla mafia russa, cinese, ebrea ed albanese - che è al governo in Albania) w i, centinaia di miliardi di sole imposte che non entrano nelle casse pubbliche (oltre al danno enorme della concorrenza sleale con le aziende che operano rispettando la legge). Ma per procedere in questo campo occorrerebbe una rottura tra Malavita organizzata, Istituzioni e banche, che non vediamo all'orizzonte.
Qui vogliamo affrontare il tema dei beni immobili.
Le stime più generose parlano di un 10% dei beni immobili di proprietà della criminalità organizzata finora sequestrati (dopo decenni di “Guerra alla mafia ed alla criminalità organizzata” si può dire che per lo Stato si è trattato di una “disfatta di Caporetto”. Ma non è finita. Solo la metà dei beni immobili sequestrati alla mafia sono poi stati realmente confiscati, di questi, ben il 75% resta “stranamente” inutilizzato.
La loro vendita porterebbe entrate significative per le casse pubbliche, ma i partiti dicono che sarebbe la criminalità a ricomprarsele. Strana argomentazione visto che poi si obbligano i comuni, che vogliono difendere i loro servizi pubblici ed il loro welfare, a vendere le proprietà del pubblico demanio sul loro territorio.
E chi se non la malavita avrebbe tanta liquidità per dire alla propria banca di comprare?
La vendita dei beni immobili già confiscati alla criminalità organizata equivale ad un realizzo di almeno 50 miliardi.

segue

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