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giovedì 30 giugno 2011

Lettera aperta di Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità montana Valsusa e Valsangone al Ministro degli interni Roberto Maroni.


Vi informiamo che è stata spedita ieri questa lettera al Ministro degli Interni:

Lettera aperta di Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità montana Valsusa e Valsangone al Ministro degli interni Roberto Maroni.

Onorevole Ministro degli Interni Roberto Maroni,
Le scriviamo in merito alla difficile situazione che da vent’anni a questa parte si è venuta a creare in Valle di Susa a causa del progetto ad alta velocità Torino- Lione meglio conosciuto come TAV.
Fin dagli inizi era parso subito chiaro a tutti la grande contrarietà della popolazione e degli amministratori locali, ma la politica nazionale noncurante di numerosissime  pacifiche manifestazioni di piazza con decine di migliaia di partecipanti fin da subito di diversi schieramenti partitici, ha sempre confidato in un addomesticamento che prima o poi avrebbe aggiustato le cose.
Ma è difficile addomesticare un popolo abituato a pensare, avido di conoscere partecipando a centinaia di riunioni  pubbliche con tecnici esperti; sensibile durante le  veglie di preghiera, i momenti culturali, i concerti e gli spettacoli teatrali  no tav; desideroso di partecipare in prima persona in una comunità viva e di autodeterminare il proprio futuro. Un popolo fatto di famiglie, pensionati, studenti, operai, imprenditori,disoccupati, contadini e anche giovani dei centri sociali.
Una sinistra troppo sicura di sé, convinta che il movimento NO TAV stesse comodamente sotto il suo cappello e una destra miope che ha puntualmente avvallato questa tesi hanno portato una valle intera a trovarsi praticamente, o forse per scelta, orfana di rappresentanza politica.
La nascita di molte liste civiche è stato il naturale evolversi di una necessità impellente di trovare uno spazio rappresentativo e di partecipazione più diretta.
In quasi vent’anni il movimento no tav è cresciuto nei numeri e nella consapevolezza di essere nel giusto, grazie alla formazione-partecipazione  alla quale la cittadinanza è stata costantemente stimolata. Da parte dei vari governi si è tentato in ogni modo di ridurre il problema a mera questione di ordine pubblico , invocando la volontà di una maggioranza silenziosa nei confronti di qualche centinaio di facinorosi anarco-insurrezionalisti. Pacchi bomba, proiettili, incendi ai presidi  e lettere anonime provenienti da quella fogna primordiale fatta di menti malate, deviate (e l’ aggettivo non è casuale) o malavitose sono sempre giunti a destinazione con tempismo perfetto a supportare la tesi che vorrebbe  il popolo no tav come un movimento eversivo.
Ma i fatti dimostrano che la “minoranza di qualche centinaio” diventa nei momenti importanti,  spontaneamente, senza bisogno di nessuna organizzazione o ordine pre-organizzato, come se fosse la cosa più normale da fare , una massa di decine di migliaia di persone indignate in grado di prendere decisioni collettive e condivise.
Un meccanismo che a distanza di vent’anni stupisce ancora tutti noi.
Viceversa la famosa “maggioranza silenziosa” invocata dai vertici dei principali partiti di centro- destra e centro-sinistra assieme a Confindustria e unione industriali non ha mai dimostrato –nonostante la grande copertura mediatica - di riuscire a creare eventi dai numeri importanti a favore del tav.  La manifestazione si tav tenutasi al Lingotto di Torino l’ anno scorso non è neppure stata capace di accogliere sotto lo stesso tetto tutti i politici torinesi favorevoli all’ opera. L’ ultima manifestazione a favore dei cantieri e dei “presunti” posti di lavoro tenutasi a Susa alcune settimane fa ha registrato circa 200 partecipanti di cui poche decine della val di Susa.
A difesa della maggioranza silenziosa si invoca anche  la rappresentanza dovuta al mandato elettorale.
Gli ultimi esiti referendari , dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che spesso l’ elettore è costretto a scegliere il “meno peggio” e che dare il proprio voto non significa avvallare il programma elettorale in toto.
Il Governo, infatti era convinto che il programma nucleare fosse già stato metabolizzato e accettato al momento del voto, ma evidentemente non è stato così.
Chi  aveva appoggiato questo governo quindi aveva digerito obtorto collo molte cose, che poi alla prima occasione  tramite i quesiti referendari hanno riportato i nodi al pettine.
La stessa cosa è successa con governi diversi , nazionali, regionali o provinciali. Il cittadino attivo è quindi costretto a partecipare in modo diretto per far sentire la propria voce  a un parlamento  che pare blindato e orientato al pensiero unico. In molti si chiedono quanto potrà ancora durare questo scollamento tra la base e i vertici. Ma è sufficientemente chiaro che una gran parte del popolo che si riconosce nel PD, PDL, UDC, Italia dei valori, Lega ecc. nutre dubbi sempre più ampi sulla reale utilità delle grandi opere, sui problemi ambientali e sanitari da essi creati e sulla loro copertura di spesa. Eppure i vertici istituzionali sono ( tranne rarissime eccezioni) favorevoli praticamente all’ unanimità; ma come è possibile questo?
Dove sbagliano, Sig. Ministro , i valsusini , i piemontesi, gli italiani tutti a voler difendere la propria terra, i beni comuni e il denaro pubblico dall’ assalto delle mafie che notoriamente vivono di movimento terra?
Abbiamo ragione oppure no a difendere ad ogni costo il diritto alla salute dopo che nel progetto della tratta internazionale troviamo scritte le parole testualmente riportate ?
Pagina 187 del documento” Sintesi non tecnica” capitolo 11.3.11 in riferimento al particolato (PM10) si legge: “Dall’ esame della modellizzazione dei dati di concentrazione in fase di cantiere si evince inoltre un incremento…….…..Tali incrementi giustificano ipotesi di impatto sulla salute pubblica di significativa rilevanza soprattutto per le fasce di popolazione ipersuscettibili a patologie cardiocircolatorie e respiratorie che indicano incrementi patologici dell’ ordine del 10% rispetto ad incrementi della concentrazione di quanto qui ipotizzato”.
Le facciamo notare, che non è un dato allarmistico dei comitati no tav, ma una nota scritta nel progetto da chi il TAV lo sta progettando e quindi  lo vuole!!! E dobbiamo comunque ringraziare i tecnici progettisti che hanno riempito il progetto di note di attenzione su centinaia di problemi ambientali, sanitari, idraulici ecc. ecc. 
Quanto è vergognoso che in ogni documento favorevole all’opera viene citato “l’accordo di PraCatinat” come alto esempio di concertazione con il territorio grazie alla mediazione dell’ Architetto Virano, quando tutti ( in Val Susa) sanno che il termine accordo è assolutamente falso? Infatti tale documento non è mai stato firmato da nessun Sindaco né deliberato in nessun Consiglio Comunale o Giunta!
La popolazione è sempre più partecipe perché si tiene costantemente informata di questi gravi fatti.
In quanti hanno la percezione reale del costo della Torino-Lione in rapporto ai nuovi posti di lavoro creati ?
Nel progetto della tratta nazionale tale numero è stimato in circa 1200 unità. Negli ultimi 20 anni in valle e cintura si sono persi migliaia di posti di lavoro: la politica quanti euro ha speso per salvarli? Ora si vogliono spendere 20 miliardi di €. per creare 1200  posti di lavoro; ovvero oltre 16 milioni di € per ogni nuovo posto di lavoro creato!! Qualsiasi imprenditore medio della ricca padania sarebbe in grado con la stessa cifra di crearne a centinaia di posti di lavoro!
20 miliardi di €.  investiti nell’ edilizia residenziale pubblica di ultima generazione ad alto risparmio energetico corrispondono a circa 10 milioni di metri quadrati di appartamenti che sarebbero in grado di ospitare 400.000 persone.
Queste sono le cose a cui si rinuncia per pagare il tav che indebiterà le future generazioni per un’ opera inutile.
In alternativa quante migliaia di piccole – medie opere pubbliche si potrebbero aprire in tutta la valle, in tutto il Piemonte, in tutta l’ Italia per mettere in sicurezza le sponde dei fiumi, le frane che incombono sui centri abitati , gli edifici pubblici a rischio amianto e terremoto. Tutto ciò fin da subito, creando posti di lavoro diffusi su tutta la nazione e governabili dagli enti locali al fine di evitare i sub-sub-sub appalti terra fertile per le infiltrazioni mafiose.
Perché si vuole relegare il concetto di Resistenza all’ interno dei libri scolastici o peggio sotto le fondamenta di statici monumenti cittadini, quando è possibile farlo rivivere nel quotidiano e praticarlo ( senza più bisogno di armi , per fortuna) a difesa della propria terra, cultura, diritti fondamentali, risorse?
Il 19 dicembre 1943 , alcuni autorevoli esponenti della Resistenza antifascista piemontese firmavano in semi-clandestinità la “Carta di Chivasso” dove si anticipavano di oltre cinquant’anni alcuni concetti molto cari a Lei ed a una buona parte del suo elettorato.
Ora , sempre più spesso la si sente evocare a proprio uso e consumo a seconda delle necessità purché “non si disturbi il manovratore”. Sarà un caso che le frasi : “ Resistere, resistere, resistere “ e “padroni a casa nostra” pur nella loro profonda diversità hanno fatto la loro comparsa quasi contemporaneamente negli striscioni spontanei appesi alla Maddalena di Chiomonte? Ormai è un fatto conclamato che il movimento no tav si arricchisca nella diversità.
   Terminiamo questa nostra lunga lettera chiedendole, Sig. Ministro, di non dare l’ ordine di   sgomberare con la forza gli uomini e le donne della Valle di Susa, del Piemonte e dell’ Italia che quotidianamente e con orgoglio difendono i propri ideali e i beni comuni: la terra, la salute,l’ acqua,l’aria e – non ultimo-  il denaro pubblico. 
Distinti saluti

Valle di Susa, 25 giugno 2011             
   Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone


lunedì 9 maggio 2011

Per le elezioni comunali di Novara

LETTERA  APERTA  AI  CANDIDATI  SINDACI  PER  LA  CITTA'  DI  NOVARA
( Novara- 20. 04. 2011 )                   

Ai Sig.ri   -    Andrea  BALLARE’                    -     Giovanni  PACE
           -    Antonio COSTA  BARBE'          -     Antonio  PEDRAZZOLI
                 -    Rossana  DE  VITA                     -     Luigi  TORRIANI
                 -    Mauro  FRANZINELLI              -     Luca  ZACCHERO   

Gent. Sig.ri,
nell' imminenza delle elezioni per il rinnovo dell' Amministrazione Comunale di Novara, alla cui
guida vi siete candidati, desideriamo richiamare la Vostra attenzione su alcuni problemi ambientali,              
che da tempo gravano sulla nostra città e che rappresentano un pericolo continuo per la salute dei cittadini. Li elenchiamo e li descriviamo, nell'auspicio che la prossima Amministrazione Comunale, presieduta da chi fra voi sarà eletto, vorrà assumere i necessari provvedimenti per risolverli positi-
vamente.

QUALITA’ DELL’ ARIA  IN  CITTA’
E’ stato accertato che Novara è il capoluogo di provincia con la più alta concentrazione di ozono: la centralina di Viale Verdi, infatti ha registrato nel 2010 ben 77 giorni in cui si è superato il limite sta- bilito per legge. Non solo: le polveri sottili (PM10) hanno superato il limite per 74 giorni in Viale Roma e per 30 giorni in Viale Verdi.
Si rammenta che alcuni anni fa cinque medici docenti della locale Facoltà di Medicina hanno fatto rilevare dai loro studenti, per tre mesi, la qualità dell’aria ed hanno accertato una correlazione tra inquinamento atmosferico e ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie: asma, bronchite cronica, enfisema, tumori alla trachea, ai bronchi, ai polmoni e alla pleura.
I risultati attestati hanno dimostrato un evidente incremento dei ricoveri ospedalieri nei periodi ca- ratterizzati da un alto livello di biossido di azoto e di polveri sottili.
L'inquinamento dell'aria è causato da tre fattori: traffico urbano, riscaldamento domestico, effluen-
ti gassosi industriali. Il traffico urbano va ridotto con un piano di mobilità urbana adeguato, com-
prendente l'uso di mezzi di trasporto meno inquinanti (bici, mezzi pubblici) e riduzione dell'uso del- le auto private; parcheggi d'interscambio in periferia; pedonalizzazione del centro urbano entro la cerchia dei Baluardi con riferimento al PGTU; piattaforma delle merci fuori dal centro città. Devono essere adottate soluzioni alternative al parcheggio sotterraneo di Largo Bellini. Il riscalda-
mento domestico deve essere contenuto con provvedimenti per il risparmio energetico e con l'uso dei pannelli solari termici. Gli effluenti gassosi delle industrie devono essere ridotti e costantemente monitorati.

QUALITA’ DELL’ ACQUA  EROGATA  DALL’ ACQUEDOTTO
Negli anni scorsi sono stati chiusi ben 24 pozzi, perché altamente inquinati. Ne rimangono, ora, aperti 25. Questo per sottolineare l'importanza di esercitare una costante attenzione al controllo del-
la qualità dell'acqua che beviamo.
Dalle analisi dell'ARPA risulta che dai pozzi fuoriescono diverse sostanze, che possono essere no-
cive alla salute dei cittadini,  quando dovessero superare determinati limiti di legge.
Allo stato dei fatti, segnaliamo la necessità di tenere sotto controllo in particolare due fattori: la con- centrazione nell'acqua del cromo esavalente, elemento potenzialmente cancerogeno, e la manuten-
zione dei filtri dell' acqua.
Infatti, occorre ripulire almeno una volta al mese i filtri a carbone attivo esistenti sulle colonne di ogni pozzo. Anzi, la cosa migliore sarebbe sostituire gli attuali filtri con un altro tipo di filtro, utiliz- zato in Germania e in altri stati europei, che possa trattenere meglio anche i metalli.


VERDE
Collegato al problema dell'aria, è anche il problema del Verde. Considerando l’immenso e insostituibile valore delle piante per la salute dell’uomo e dell’ambiente, per il controllo del microclima e la bellezza del paesaggio, occorrerebbe che Novara si dotasse finalmente di una “green belt” o cintura verde intorno al nucleo urbano, per combattere il degrado ambientale e paesaggistico del territorio comunale. Mediante tale cintura, peraltro prevista dal PRG vigente,si realizzerebbe un’area di forestazione intorno alla città, creando infine con i parchi cittadini storici un sistema del verde, una  rete ecologica continua fino alle aree agricole circostanti ( vedi Legge Rutelli ). Un Regolamento del verde pubblico e privato, in aggiornamento di ciò che già esiste, è ormai necessario, visto il continuo abbattimento di alberi in città. Esso servirà non solo a tutelare tutto il verde, ma anche a rendere il cittadino responsabile ed attivo nelle azioni di tutela. Potrà essere considerato anche uno strumento di comunicazione fra la cittadinanza e la Pubblica Amministrazione, regolamentando fra l’altro , senza equivoci, le concessioni di pubblici esercizi e di strutture sportive all’interno dei parchi.
Per incrementare ulteriormente l’uso della bicicletta da parte dei cittadini novaresi, occorrerebbe oltre che una totale manutenzione di quelle esistenti, completare il percorso delle piste ciclabili, creando un vero e proprio sistema che colleghi i quartieri  fra di loro, in particolare quelli più ester-
ni, il centro con la periferia e  le aree verdi.

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
L'inquinamento elettromagnetico prodotto dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche, causato
in primo luogo dalle attrezzature della telefonia mobile e dalle emittenti radiotelevisive, può minac- ciare gravemente la salute umana, se supera determinati limiti, che in Italia sono fissati in 6 V/ m.
Alla luce di queste considerazioni,  sette anni orsono l’Amministrazione comunale, dietro sollecita-
zione  delle scriventi associazioni, aveva commissionato uno studio ad una ditta specializzata per la definizione di un Piano di localizzazione delle antenne di telefonia mobile e per la stesura di un Regolamento Comunale, aventi lo scopo di minimizzare l' impatto di queste apparecchiature  sulla   salute dei cittadini novaresi. Da allora il suddetto Piano, aggiornato annualmente, insieme con il relativo Regolamento, costituisce la base per l' installazione delle nuove attrezzature della telefonia mobile e delle attività di monitoraggio in continuo e di controllo delle radiazioni elettromagnetiche nella città di Novara, in modo che queste non superino il valore di attenzione, che è stato fissato in via prudenziale in 3 V/ m. I luoghi particolarmente esposti all'inquinamento elettromagnetico sono:  Baluardo Lamarmora 19, Largo Buscaglia e il centro città. Pertanto questi luoghi devono essere te- nuti regolarmente monitorati in continuo.

PERICOLO CEMENTO-AMIANTO (ETERNIT)
Negli scorsi anni l’Amministrazione Comunale ha provveduto, dietro sollecitazioni di molti cittadi-
ni, alla sostituzione di 48 tetti in eternit di immobili comunali. Rimangono ancora 61 tetti e strutture che si stanno sbriciolando, emettendo particelle di amianto. Si aggiunge, poi, che in città (da indagi-
ne aerofotogrammetrica) esistono probabilmente alcune migliaia di tetti in eternit, la cui consisten-
za si sta disgregando per il tempo ormai trascorso dalla loro installazione. Respirare particelle di a-
mianto può provocare il mesotelioma (tumore delle vie respiratorie, carcinoma polmonare, tumore maligno alla pleura). Occorre che l’Amministrazione Comunale continui l'opera di sostituzione dei tetti in eternit sugli edifici pubblici, in particolare dell'ex Macello di Piazza Pasteur e del Mercato coperto di Viale Dante. Inoltre chiediamo che si attivi una campagna di informazione nei confronti dei cittadini, affinché con sostegni economici e cooperazione pubblica si avvii al più presto la rimo-
zione dell’eternit sulle coperture degli edifici privati.

RIFIUTI  SOLIDI  URBANI
La nostra città è uno dei primi capoluoghi di provincia con raccolta differenziata dei rifiuti solidi  urbani superiore al 70%. Ciò ha permesso una diminuzione del costo dello smaltimento in discarica del rifiuto residuo da 4.800.000 Euro nel 2003 a 1.264.000 Euro nel 2009. Inoltre, la raccolta diffe-
renziata porta a porta, adottata a Novara a partire dal 2004, consente all'ASSA un ricavo di oltre 1.200.000 Euro annui per la vendita di carta, plastica, vetro, legno, rottami, etc. separati dai cittadi-
ni. Grazie a ciò, i cittadini novaresi pagano oggi una tassa rifiuti non superiore a quella che pagava-
no dieci anni fa, nonostante l' inflazione e gli investimenti resesi necessari per realizzare le strutture della raccolta differenziata.
Il territorio della nostra provincia è stato, negli ultimi 15 anni, interessato da 7 discariche, ove sono stati deposti oltre 3.700.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani. E' necessario tenere presente che fra tre-quattro anni la discarica di Barengo sarà esaurita.
Sono possibili ulteriori miglioramenti del servizio e la riduzione della tassa rifiuti tramite le seguen-
ti cinque azioni: riduzione della produzione dei rifiuti a monte; passaggio dalla tassa rifiuti(TARSU) alla tariffa (TIA), in modo che ognuno paghi secondo i rifiuti prodotti; aumento della raccolta diffe-
renziata; completamento degli impianti per il riciclo dei rifiuti differenziati; costruzione di un im-
pianto per il trattamento a freddo del rifiuto residuo, cioè del rifiuto che rimane dopo la raccolta dif- ferenziata.
Riteniamo, inoltre, che sia assolutamente da evitare la costruzione sul nostro territorio di un incene-
ritore di rifiuti, nonostante che il programma dell’Amministrazione Provinciale del 1998 lo preveda,
in quanto tale impianto risulterebbe assai nocivo per la salute umana, oltreché esageratamente co-
stoso (si stima un costo di 300- 400 milioni di Euro).
Viceversa, un impianto per il trattamento a freddo del rifiuto residuo, dal momento che costerebbe soltanto qualche milione di Euro, verrebbe a dimezzare l' attuale costo di smaltimento del rifiuto re- siduo e quindi ridurrebbe sensibilmente la tassa rifiuti pagata dai cittadini. Inoltre, il suo impatto ambientale sarebbe pari a zero, in quanto l' impianto non produce emissioni nocive di alcun genere.
Invitiamo, pertanto, chi tra voi sarà designato a presiedere la futura Amministrazione del Comune di Novara, ad attivare una strategia che eviti discariche e inceneritori e permetta una soluzione sana ed economica del problema dei rifiuti.

Ringraziando per l'attenzione riservataci, confidiamo nel vostro impegno in merito alla soluzione dei problemi esposti e restiamo in attesa di una vostra risposta o dichiarazione, anche pubblica, di
volontà.

                      
AMICI  DELLA  BICI  di Novara..................................................................................................

COORD.  AMBIENTALISTA  RIFIUTI  DEL  PIEMONTE-  di Novara....................................

COMITATO SPONTANEO CENTRO STORICO di Novara......................................................

F.A.I. ( Fondo Ambiente Italiano )- Delegazione  di  Novara........................................................

IDEE  DI  FUTURO.........................................................................................................................

I.S.D.E. ( Intern. Society of Doctors for Environment) di Novara.............................................

ITALIA  NOSTRA – Sezione di Novara...........................................................................................

LEGAMBIENTE- Sezione di Novara.............................................................................................

MEDICINA DEMOCRATICA  di Novara.......................................................................................

PRO  NATURA- Assoc. di Novara...................................................................................................